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Gruppo Corale Eiminal - Tradizioni e Cultura delle Valli Occitane

La nostra storia

Il gruppo corale Eiminâl è nato nel 1987 ed ha cominciato a fare concerti intorno al 1990: i suoi membri avevano come intento quello di stare insieme per cantare, principalmente, brani proposti da altri cori, armonizzati soprattutto da Bepi de Marzi e Angelo Agazzani. Con l’andar del tempo sono aumentati i componenti, includendo anche voci femminili (da qui la definizione di gruppo corale), e sono mutati i propositi. Infatti, oltre al piacere di fare “gruppo” e di stare insieme cantando, si è cercato di riscoprire e di rivalutare il patrimonio canoro e tradizionale delle zone della Val Germanasca e delle valli limitrofe, anche francesi. E’ così che è iniziata la ricerca di vecchi canti e l’individuazione di tematiche quali il lavoro, l’emigrazione, la guerra e l’amore.

Attualmente il nostro repertorio comprende pezzi in lingua italiana, francese, piemontese e patouà (dialetto locale). Dal patouà deriva anche il termine Eiminâl (nome del coro), che indicava anticamente il monte Ghinivert situato nel vallone di Massello in Val Germanasca e che deriva dalla parola “eimino” (= antica unità di misura delle granaglie).

Con impegno, passione e soprattutto amicizia e buonumore abbiamo offerto concerti nelle Valli Germanasca, Chisone e Pellice, nel Canavese, Biellese, in Provincia di Cuneo, in Veneto, Liguria e Francia. Con molto piacere cerchiamo di conoscere e condividere le nostre esperienze con altri cori e gruppi culturali, sicuri che gli scambi e i confronti siano sempre arricchenti e stimolanti.

Il Gruppo Corale Eiminâl ha presentato nel corso della sua attività una registrazione dal titolo “Un eimino razâ dë nôtrâ chansoun” nel 1997 e una seconda incisione in versione musicassetta e CD, che parla di lavoro e mestieri, intitolato “Travalhâ e chantâ a l’oumbro ‘d l’Eiminâl” nel 2003. Ha seguito per due anni consecutivi (2000 e 2001) l’organizzazione della festa a Massello (Val Germanasca) “Chantâ e sunâ ën marciant për lâ burgiâ” e realizzato, in collaborazione con l’Associazione Amici della Scuola Latina e l’Ecomuseo delle miniere e della Val Germanasca, un opuscolo intitolato “Il canto in….vita, raccolta di testimonianze, voci e musiche della Val San Martino”, nel 2004.

Ha realizzato, per fine 2005, grazie all'impegno in prima persona di tutti i coristi e alla concessione in comodato di un locale da parte della Croce Verde di Perosa Argentina, la nuova sede del Coro;

Il Gruppo ha compiuto vent'anni nel 2007, festeggiando la ricorrenza in diversi modi:  ha organizzato a Aprile 2007 una cena per tutti i coristi che hanno fatto parte del gruppo nel corso dei vent'anni; ha realizzato il suo Sito Internet; ha organizzato una gita del coro in Val d'Aosta; ha condiviso il suo anniversario con altri gruppi e Associazioni, quali il Gruppo Alpini di Pomaretto (60 anni), la Croce Verde (60 anni), il Gruppo Alpini di Villar Pellice (50 anni) organizzando o partecipando a serate canore; ha organizzato una serata di raccolta fondi in favore dell'Associazione O.R.U.A.M. per la costruzione di una Scuola Elementare e Media in Mali, nel paese dei Dogon, coinvolgendo nell'iniziativa, oltre all'Associazione stessa, le Scuole Elementari di Perosa Argentina, Pomaretto e Prali, che per l'occasione hanno realizzato moltissimi prodotti da proporre agli spettatori; ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Prali e la Comunitā Montana Valli Chisone e Germanasca, ma soprattutto grazie alla partecipazione del gruppo di attori del Vecchio Borgo di Pomaretto e dei bimbi del Coro, una "velhâ", cioč una serata passata nella stalla, durante la quale sono stati presentati dialoghi in patouā, canti in dialetto e in francese e giochi 'di una volta' ricostruiti e proposti da Michele Fossat.

In previsione la realizzazione di un nuovo CD.

 

Testimonianza, di Willy Micol

Penso che in ogni parte del mondo, in ogni paese, ogni popolo, ogni gruppo e ogni uomo senta dentro di sé il bisogno di cantare.
Il canto ci serve per esprimere le nostre gioie e il nostro dolore;è un supporto essenziale della nostra esistenza.
Anche chi apparentemente non canta, ma sta ad ascoltare, ha nel suo cuore un canto forse ancora più forte, più dolce e melodioso.
E'un sentimento che unisce l'uomo in ogni circostanza e dovunque egli sia.
Penso che il nostro gruppo si sia formato semplicemente cosi:
per sentimento,per il piacere di stare insieme, per la gioia di trasmettere delle sensazioni, di darne e di riceverne o di andarle a cercare.
Durante il corso degli anni nel gruppo si sono avvicendate partenze ed arrivi. E'stato molto piacevole notare come quei sentimenti siano stati il polo di attrazione per un bel numero di giovani.
Ancora di più in quei momenti il nostro canto si è riempito di gioia e di colori ed il nostro cuore ha esultato: avevamo trasmesso e potevamo ricevere.
Le ore di prove, di studio, il lavorare insieme, sono scelte di vita nostra, di spazi liberi che ci siamo ricavati e che ci appartengono, mai imposti.
A volte ci siamo trovati a fare un'analisi attenta e profonda delle canzoni da imparare o del repertorio da presentare.Anche in questo lo spirito molto libero ci ha permesso con una certa spontaneità di scegliere ciò che più ci piaceva cantare a seconda dell'occasione.
È naturale che nelle nostre valli, come d'altronde in ogni parte del mondo e per ogni popolo, le canzoni e le musiche legate alle proprie origini, alle proprie tradizioni,alla propria cultura ed alla propria terra diano forti emozioni.
Quando qualcuno di noi canta una melodia, che in qualche modo rispecchia o risveglia dei ricordi che non sono così lontani, gli altri si raggruppano intorno cercando di capire e di apprendere e gioiscono per quella testimonianza.
Molte canzoni fanno parte della nostra stessa esistenza, rispecchiano parte della nostra vita, delle nostre cose, delle nostre abitudini. Sono un continuo susseguirsi di racconti di vita, di memorie, di costume e di cultura. È stata la vita di chi ci ha tenuto in grembo, di chi ci ha sfamato con lunghe e dure ore di lavoro in campagna e in miniera, di chi ci ha preso sulle ginocchia nelle stalle durante le veglie e ci ha raccontato con storie, storielle, filastrocche e aneddoti la propria esistenza.
In molti luoghi ed in molte occasioni, soprattutto nei paesini o nei villaggi più dispersi, portando quel piacevole sentimento della gioia del cantare, abbiamo ricevuto molto più di quello che abbiamo dato.
A tutti gli incoraggiamenti, agli sguardi a volte forti e profondi, a volte velati da una lacrima siamo grati. Le nostre velhà in cui, cantando, si racconta di tutto un po',continueranno e ,forse, anche noi saremo in grado di fare il passa-mano, pardon, il "passa-canto" ai nostri figli.

Tratto da “Il canto in….vita, raccolta di testimonianze, voci e musiche della Val San Martino”, Aprile 2004

 

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